Cambia il congedo di maternità: si potrà lavorare fino al nono mese

 

Cinque anni fa ero incinta. In questo periodo ero quasi al sesto mese. La data presunta del parto era ai primi di aprile e poiché stavo bene, decisi di lavorare fino all’ottavo mese, per tenere un mese in più di maternità obbligatoria, dopo il parto. Ricordo che il momento più difficile della giornata era il viaggio del mattino, quando il treno era strapieno di pendolari. I posti a sedere riservati alle donne incinte erano sempre occupati da uomini e tutto il resto dei passeggeri non faceva caso al mio pancione. Erano tutti assorti a leggere o a giocare col cellulare, con le cuffiette nelle orecchie.

Questa la mia esperienza. Ora con la legge di Stabilità 2019 sarà possibile lavorare fino alla data del parto, se il medico lo consente. Vale a dire se questa scelta non mette a rischio la salute del nascituro e della mamma. Così la mamma lavoratrice potrà tenere i cinque mesi retribuiti al 100%, per il periodo successivo al parto. Fino ad oggi invece era possibile astenersi due mesi prima del parto, godendo degli altri tre mesi dopo il parto; oppure astenersi un mese prima del parto, avendo poi quattro mesi dopo il parto, come ho fatto io.

Questo emendamento che di fatto modifica il congedo di maternità, è stato presentato dalla Lega e ha suscitato diverse reazioni: alcune favorevoli, altre contrarie come quelle della Cgil. Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale, scrive in una nota ufficiale: ” La maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. Per queste ragioni l’emendamento alla manovra della Lega dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, va immediatamente modificato”. Per poi aggiungere: “Quanto proposto mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.  Loredana Taddei conclude affermando che il nuovo congedo di maternità: “è un ulteriore colpo ai diritti delle donne, alle loro tutele, per questo chiediamo che nel passaggio al Senato questa norma venga modificata”.

Questa noma è stata approvata. Cosa ne pensi? Ritieni che sia vantaggiosa per le donne lavoratrici o che invece essa mini la loro libertà?

 

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