Non è una battuta. Molestie sessuali nei luoghi di lavoro: consapevolezza e prevenzione (prima parte)

 

Lo scorso 3 aprile ho assistito all’evento “Le molestie sessuali nei luoghi di lavoro: consapevolezza e prevenzione” organizzato da Valore D e da Parks – Liberi e Uguali, presso il Teatro “Elfo Puccini” di Milano.                                                                                                                                                                              Il convegno ha visto la partecipazione del Comune di Milano, nella figura di Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, e di Daria Colombo, delegata del Sindaco per le Pari opportunità di genere del Comune di Milano, a testimonianza del fatto che Milano è la città dei diritti. Si sono poi susseguiti diversi ospiti, che hanno illustrato il fenomeno da più punti di vista: dai dati istat all’aspetto psicologico, ai riferimenti legislativi. C’è poi stato un intermezzo teatrale ed una tavola rotonda, che ha visto sul palco le aziende che da tempo hanno sviluppato importanti politiche di prevenzione, di comunicazione e di formazione, volte a far emergere questo fenomeno e ad assegnare in azienda, un percorso certo, che tuteli la vittima di molestie sessuali. Solo con un’adeguata cultura aziendale e con una policy chiara si può arginare il fenomeno delle molestie sessuali.                                                          Tuttavia gli stessi organizzatori hanno precisato che è stato molto difficile trovare aziende che ci mettessero la faccia.

Vediamo nello specifico i singoli interventi:

In apertura Elio De Capitani, Direttore Artistico del Teatro, ha raccontato che il teatro Elfo Puccini ha scelto di mettere la persona al centro, insieme ai suoi diritti inviolabili. Parlando di violenze ha precisato che si tratta di un fenomeno trasversale che può colpire chiunque, anche persone che ci sono vicine, a cui non attribuiremmo mai la veste di vittima di violenza. Ha poi aggiunto che la percezione degli eventi è influenzata dalle differenze culturali e generazionali. Ad esempio l’essere fischiata per strada può essere percepito come un complimento da parte di una mamma e invece come offesa, da parte di una figlia.

Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali, Comune di Milano: Per intervenire sulla violenza occorre agire su più fronti, non solo quello pubblico, ma anche su quello culturale. E su quest’ultimo punto per lui è stato naturale citare il Congresso mondiale delle famiglie di Verona, svoltosi qualche giorno prima, e che rappresenta un’involuzione della cultura di genere per tutta quella parte politica (e non solo), a cui l’assessore appartiene. Per sconfiggere la violenza occorre tanto lavoro preventivo e servono azioni a sostegno dell’autonomia delle vittime, a prescindere dalla gravità della violenza che subiscono. In linea con questo, il comune di Milano ha più che triplicato le somme a sostegno dei centri antiviolenza, in controtendenza con ciò che avviene a livello nazionale. Questo perché il comune di Milano ci tiene a sottolineare che le donne non sono sole. Guai a pensare che ci sia un contesto immune da qualche forma di violenza.

Il tema delle violenze e delle molestie sessuali è strettamente connesso a due punti. Da una parte alla gestione del potere, che molto spesso è in mano agli uomini, e dall’altra, alle molestie di genere, come il gender gap, che vede la donna svolgere la stessa mansione di un collega uomo e di essere inspiegabilmente retribuita meno. Occorre riequilibrare questi due punti, perché le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, cessino del tutto o si riduca di molto il loro numero.

Barbara Falconer Direttrice Generale di Valore D, società che promuove la cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze per le aziende e per tutto il Paese. Anche lei ha sottolineato come le molestie sessuali siano strettamente legate al tema del potere personale e strutturato. Le molestie sessuali, anche se non sono dichiarate, rappresentano un rischio per le imprese in termine di costi legati a tre specifiche aree:

1. Costi legali per le cause e per il risarcimento della vittima;

2. Costi del personale: turnover, assenteismo, bassa produttività. Le vittime di molestie sessuali nei luoghi di lavoro vivono stress psico-fisico che si riversa in azienda;

3. Costi legati alla reputazione: le aziende diventano meno attrattive per i talenti, perdono in reputazione sociale e di credibilità nei confronti degli stakeholder, o del brand verso i propri target.

Igor Suran Direttore esecutivo di Parks – Liberi e Uguali ci ha detto che è la parola “sessuale” a mettere a disagio e che spinge ciascuno di noi a non parlarne, nella convinzione che in fondo non riguarda noi, ma qualcun altro. Soprattutto occorre spostare la responsabilità da chi subisce le molestie sessuali, a chi le perpetua. Anche per Igor Suran, questo concetto è legato alla disparità di potere.

Continua nel prossimo articolo (…)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...