Non è una battuta. Molestie sessuali nei luoghi di lavoro: consapevolezza e prevenzione (quarta parte)

Quarta ed ultima parte. In questo articolo riporto l’ultimo intervento e racconto le esperienze delle aziende che hanno partecipato alla tavola rotonda:

Francesca Mastrantonio – Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa, IIRIS –  Attraverso il linguaggio verbale e non verbale (quest’ultimo rappresenta la parte più cospicua), gli esseri umani si relazionano tra di loro. Attraverso il linguaggio filtrano anche la nostra personalità, le nostre speranze e i nostri obiettivi.                                                              All’interno di ogni comunicazione esistono due livelli: il primo è relativo al contenuto; il secondo alla relazione. Ovviamente la comunicazione assume un valore molto importante nella gestione delle persone e del clima del team e risente degli aspetti culturali e dei pregiudizi dell’emittente del discorso, ma anche del ricevente. Nelle molestie non si comunica correttamente ed il fallimento comunicativo attiene a tutti i livelli e riguarda l’intera azienda.

Seidman nel 2017 ha elaborato una rassegna delle principali ricerche psicologiche sul tema del rapporto tra potere e sessualità. E’ emerso che:

  • Chi associa il sesso al potere ha più possibilità di compiere molestie sessuali. L’inclinazione a compiere molestie sessuali aumenta, se una persona è anche fortemente motivata al potere.
  • Alcune persone fortemente motivate al potere, che presentano tratti narcisistici tendono ad avere meno empatia, per questo motivo possono percepire i propri subordinati come mezzi per raggiungere i propri scopi. E a volte possono sovrastimare l’ammirazione e l’interesse sessuale che le altre persone possono provare verso di loro.
  • A volte l’insicurezza personale può generare comportamenti compensatori che sfociano in un eccesso di sicurezza e di affascinazione dell’altro che può portare le persone ad agire in modo prevaricatorio anche su un versante sessuale, in special modo quando si trova improvvisamente in posizioni di potere, “come se non lo sapesse gestire”.

Questi studi suggeriscono, quindi, che alcune caratteristiche personali, in aggiunta a situazioni organizzative, possono favorire in alcune persone, un atteggiamento di abuso del loro potere, fino a commettere molestie sessuali.

Vediamo gli effetti del sexual harassment. Le molestie sessuali sono un’importante fonte di stress per le vittime, per i loro colleghi, per i loro familiari ed i loro amici.

Le molestie possono portare alla comparsa di:

  • Disturbi da stress di carattere post-traumatico;
  • Perdita dell’autostima, ansia, depressione, apatia, irritabilità, disturbi della memoria, disturbi del sonno, problemi digestivi;
  • Azioni autolesionistiche.

A livello organizzativo, le molestie impattano sul clima aziendale, incidendo su:

  • Assenteismo;
  • Turnover del personale;
  • Su efficacia, efficienza e produttività delle risorse.

Inoltre le molestie sessuali possono determinare contenziosi e richieste di risarcimento danni. Quello che colpisce dai dati Istat presentati prima, sono due aspetti fondamentali: da una parte l’ampiezza del numero e il trend negli anni, che non diminuisce, e dall’altro che non ci sono dati all’interno delle aziende.                                                                            Chi non ha denunciato ha ritenuto l’episodio non grave o ha provato a gestirlo in autonomia o con l’aiuto di un familiare. Tra le motivazioni di chi non denuncia, c’è: 1) la mancanza di fiducia nel sistema aziendale; 2) l’impossibilità di agire; 3) la paura di essere giudicate e trattate male al momento della denuncia; 4) il ricatto: denunciare può significare perdere il lavoro; 5) vittimizzazione secondaria.                                                    Il Me Too però, ci ha mostrato che si può intervenire e cambiare il sistema e che anzi si deve farlo.

Alla Tavola rotonda hanno partecipato Serena Chiama – Head of Internal Comms & Bigger Picture di Sky;    Francesca Ciuffini – Presidente CPO nazionale Gruppo Ferrovie dello Stato italiane; Flavia Gasbarri  – HR Case Management Partner IBM; Valeria Innocenti – Responsabile Area Lavoro e Previdenza Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi; Paola PoliFounder & Ceo Women – security.

Le aziende hanno raccontato le loro politiche interne, messe in atto per contrastare il fenomeno delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro.

L’esperienza di SKy: Sky è un’azienda nata nel 2003, controllata al 100% da 21st Century Fox, che ha avuto fin dall’inizio una politica molto avanzata sul tema delle molestie sessuali: un codice etico basato sull’inclusione e sulla valorizzazione delle persone e  una policy sulle molestie e su come fare le segnalazioni. La policy è sull’intranet aziendale, sotto gli occhi di tutti.                                                                                                                          Da settembre 2018 Sky è di proprietà di Sky Limited, a sua volta controllata da Comcast. E da quando è cambiata la proprietà è stata rilanciata una campagna interna, per far conoscere ancora di più gli strumenti a disposizione per segnalare i casi di abusi, relativi a molestie sessuali. Questa nuova campagna ha portato da settembre ad oggi a ben 9 segnalazioni. Prima c’erano 4/5 segnalazioni all’anno.                                                          Esse avvengono via mail o tramite un numero verde, per assicurare in quest’ultimo caso l’anonimato. Poi la security mette in campo un’indagine, per cui occorre essere il più precisi possibili, nella descrizione dei fatti.                                                                                      La cosa importante è parlarne, così le persone sanno che certi comportamenti non sono tollerati dall’azienda.

L’esperienza di Ferrovie dello Stato: In FS si punta molto sulla formazione, indispensabile per contrastare il fenomeno delle molestie sessuali.  Inoltre c’è un comitato di pari opportunità (CPO) composto da circa 300 persone. Il CPO ha fatto molto e molto sta facendo per la strategia dell’inclusione, che non è fine a se stessa, ma che è indispensabile per avere un clima aziendale sereno. Il precedente CPO ha prodotto un codice di condotta, recepito in azienda e siglato anche dalle OO.SS (http://www.fastmobilita.it/docimmagini/z7h3_1.pdf).

“Tutti i dipendenti del Gruppo FS Italiane hanno diritto ad un ambiente di lavoro sicuro, sereno e favorevole allo sviluppo delle relazioni interpersonali in cui donne e uomini rispettino reciprocamente la condizione sessuale, la dignità e i diritti della persona, ispirando i propri comportamenti a valori di uguaglianza e correttezza” (…).                        Il codice di condotta delle FS prevede la figura del consigliere / della consigliera di fiducia, a cui le vittime di molestie possono rivolgersi gratuitamente, per essere consigliate o assistite nelle procedure formali od informali.

L’esperienza di IBM: IBM è stata la prima azienda ad assumere una persona di colore ed un disabile. Da sempre IBM si è dotata di un codice etico che vale in tutto il mondo. Regole che valgono per tutti i dipendenti, indipendentemente dalle legislazioni locali e che servono a tutelare l’ambiente di lavoro, perché sia libero da ogni forma di discriminazione e di ritorsione verso chi denuncia.                                                              Dopo il fenomeno del Me Too, a novembre 2018 IBM ha sentito la necessità di darsi delle corporate instructions, all’interno del suo codice etico, per molestie in generale (come la divulgazione, ad es. delle preferenze sessuali di un dipendente)  e per le molestie sessuali, nello specifico.

La gestione delle segnalazioni è in capo all’HR, a cui è stata fatta molta formazione. Sono poi stati fatti corsi ai manager, perché è importante che tutti abbiano chiaro che cosa è inappropriato. Ed è statisticamente provato che il manager determina il comportamento della struttura. Ora partirà una campagna per tutti i dipendenti.                                              Le segnalazioni possono essere fatte all’HR o in forma anonima, attraverso un canale informatico. E’ previsto poi un numero dedicato per la vittima, per l’ascolto e la divulgazione di linee guida. Infatti spesso le persone denunciano senza sapere se quel comportamento è o meno una molestia, come già visto.

L’esperienza di Assolombarda: Assolombarda è un’associazione che raggruppa 6 mila imprese e sta lavorando sulla responsabilità sociale e sta aiutando le imprese sulla conoscenza e formazione. Nel 2016 è stato siglato un accordo con le OO.SS. che ha consentito di raccogliere ore di lavoro, nelle province di Milano, Monza e Brianza e  Lodi e di donarle ai centri antiviolenza.                                                                                                    Viene evidenziata una non conoscenza del fenomeno, specie all’interno di aziende più piccole. Assolombarda ha promosso il progetto Steamiamoci che si fonda sulla consapevolezza che la diversità di genere è un elemento imprescindibile per la crescita sociale, ma anche per la produttività, la competitività e l’innovazione dell’impresa. Questo progetto vuole favorire donne laureate in discipline STEM.

L’esperienza di Women Security: Women Security vanta diverse azioni di successo nel mondo. In azienda viene fatta molta prevenzione, c’è inoltre una policy chiara e viene fatta anche molta formazione anche con l’ausilio della tecnologia, per aumentare la consapevolezza e informare tutti. In America sono stati inseriti dei bystanders, persone formate che lavorano sull’effetto dissuasivo. Gli esperti dicono che chi mette in atto molestie sessuali, agisce seguendo un copione (ad es. personalità narcisista), sfruttando il silenzio di chi è attorno. Ed è per questo che i bystanders fungono sia da testimoni che da dissuasori delle  molestie. E’ infatti importante non solo proteggere la vittima, ma creare un luogo di lavoro che non sia più disposto a tacere e a tollerare certi comportamenti.

Grazie per avermi seguita fino alla fine del mio lungo lavoro di sintesi. Spero vi sia piaciuto e che soprattutto questo mio articolo, aiuti tanti/e, se non tutti/e, a prendere coscienza e ad essere più consapevoli di cosa sia una molestia sessuale nei luoghi di lavoro. Con la certezza che non si deve tollerare, ma denunciare.

Buon lavoro a tutti e a tutte!

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