Due mamme che parlano di maternità

Qualche giorno fa stavo aspettando che trascorressero i pochi minuti che mi separavano dall’apertura del cancello della scuola materna, per portare a casa Eleonora. Ero circondata da altri genitori, ma ero distratta, immersa nei miei pensieri quando ad un certo punto una parola ha richiamato la mia attenzione: “maternità”. Così ho prestato attenzione all’ambiente intorno a me e mi sono accorta che due mamme, una bionda e l’altra rossa, stavano parlando di questo argomento. La mamma coi capelli rossi, stava raccontando: ” Lavoro in una multinazionale. Sono rientrata in ufficio da poco – dopo la seconda maternità – ed è stato utile ricevere dall’hr un elenco con una serie di iniziative e di servizi pensati per i genitori, tra cui la maternità retribuita al 100%” . La mamma bionda sentendo questa informazione, l’aveva guardata con curiosità chiedendole: “Quale maternità: l’obbligatoria o la facoltativa (congedo parentale)? Non dirmi che in azienda ti  integrano il congedo parentale?”. La mamma rossa sorridendo le aveva ribattuto: “Anche io all’inizio non capivo, ma poi mi hanno detto che si trattava di quella obbligatoria. Lo so, sembra di ribadire qualcosa di scontato, ma evidentemente anche questo è un segno che i tempi sono cambiati!”.
Nel frattempo avevano aperto il cancello ed io ho avuto il tempo per ripensare a quella chiacchierata ascoltata per caso, solo molte ore dopo.

La maternità obbligatoria c’è dal 1971  e prevede 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, con una retribuzione pari al 100%: di cui l’80% è pagato dall’Inps e il restante 20% è integrato dal datore di lavoro, se il CCNL di riferimento lo prevede. Nel 2001 viene poi normato il congedo parentale e l’attuale astensione facoltativa dal lavoro è prevista per i lavoratori dipendenti che siano genitori naturali, adottivi e affidatari per un periodo massimo di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi.

Si tratta di norme in continua trasformazione. Proprio qualche giorno fa il ministro della famiglia Lorenzo Fontana ha presentato il nuovo “pacchetto famiglia”, una serie di emendamenti alla manovra, ora al vaglio della commissione Bilancio della Camera, che tra le altre misure prevede l’istituzione del “Fondo di sostegno per le crisi familiari” da 10 milioni di euro annui. Vediamo le principali iniziative:

  • Bonus bebè (l’assegno di natalità): l’assegno sarà incrementato del 20% per ogni figlio successivo al primo, prevedendo due fasce di reddito (fino a 7 mila euro e da 7 mila a 25 mila euro);
  • Raddoppio delle detrazioni fiscali per i figli con disabilità che passano da 400 euro a 800 euro;
  • Più flessibilità per il congedo parentale a favore delle mamme che potranno scegliere tra:                                                                                                                                                    –   3 mesi retribuiti al 60%                                                                                               –   6 mesi retribuiti al 30%.                                                                        L’emendamento estende l’intervallo temporale in cui usufruire del congedo: dagli attuali 12 anni ai 16 anni del/la figlio/a.
  • Contributo di 960€ all’anno (80€ al mese) che resta confermato per le famiglie con ISEE fino a 25 mila euro e raddoppia in caso di l’ISEE  inferiore ai 7 mila euro.
  • Carta famiglia è un nuovo bonus per le famiglie numerose che dà diritto a sconti sull’acquisto di beni o servizi;
  • Voucher dedicato al baby sitting per le lavoratrici autonome e per le lavoratrici dipendenti.

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Cambia il congedo di maternità: si potrà lavorare fino al nono mese

 

Cinque anni fa ero incinta. In questo periodo ero quasi al sesto mese. La data presunta del parto era ai primi di aprile e poiché stavo bene, decisi di lavorare fino all’ottavo mese, per tenere un mese in più di maternità obbligatoria, dopo il parto. Ricordo che il momento più difficile della giornata era il viaggio del mattino, quando il treno era strapieno di pendolari. I posti a sedere riservati alle donne incinte erano sempre occupati da uomini e tutto il resto dei passeggeri non faceva caso al mio pancione. Erano tutti assorti a leggere o a giocare col cellulare, con le cuffiette nelle orecchie.

Questa la mia esperienza. Ora con la legge di Stabilità 2019 sarà possibile lavorare fino alla data del parto, se il medico lo consente. Vale a dire se questa scelta non mette a rischio la salute del nascituro e della mamma. Così la mamma lavoratrice potrà tenere i cinque mesi retribuiti al 100%, per il periodo successivo al parto. Fino ad oggi invece era possibile astenersi due mesi prima del parto, godendo degli altri tre mesi dopo il parto; oppure astenersi un mese prima del parto, avendo poi quattro mesi dopo il parto, come ho fatto io.

Questo emendamento che di fatto modifica il congedo di maternità, è stato presentato dalla Lega e ha suscitato diverse reazioni: alcune favorevoli, altre contrarie come quelle della Cgil. Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale, scrive in una nota ufficiale: ” La maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. Per queste ragioni l’emendamento alla manovra della Lega dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, va immediatamente modificato”. Per poi aggiungere: “Quanto proposto mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.  Loredana Taddei conclude affermando che il nuovo congedo di maternità: “è un ulteriore colpo ai diritti delle donne, alle loro tutele, per questo chiediamo che nel passaggio al Senato questa norma venga modificata”.

Questa noma è stata approvata. Cosa ne pensi? Ritieni che sia vantaggiosa per le donne lavoratrici o che invece essa mini la loro libertà?